- Di processo
- L’hnne permette di identificare già nel periodo neonatale la presenza di segni devianti che possono essere utili come informazioni diagnostiche che aiutano a pianificare l’intervento riabilitativo più appropriato in quei bambini a rischio neurologico. Il suo uso è indicato come strumento clinico dalla società italiana di neonatologia per il bambino asfittico candidato al trattamento ipotermico.
Sullo stesso principio dell’hnne, verso la fine degli anni ’90 è stato sviluppato un esame neurologico utilizzabile nei bambini tra i 2 e i 24 mesi, l’hammersmith infant neurological examination, hine. L’hine è un esame neurologico strutturato di breve durata (circa 10 minuti) che consta di 26 items che includono differenti aspetti della valutazione neurologica come valutazione dei nervi cranici, postura movimenti, tono e riflessi. Il proforma dell’hine come nell’esame del neonato, riporta i disegni delle possibili risposte con i punteggi da attribuire, segnando quella più appropriata
- Professionali
- Verranno presentati i due esami neurologici sviluppati negli anni ’80 da lilly e victor dubowitz presso hammersmith hospital - imperial college di londra. L’esame neurologico del neonato (hammersmith neonatal neurological examination, hnne) comprende sia la valutazione di items neurologici che comportamentali, introducendo la possibilità di eseguire una valutazione eurologica non solo del neonato a termine, ma anche pretermine e con lesioni neurologiche; per tali motivi, questo esame è oggi considerato tra i più utilizzati sia in campo clinico che di ricerca per il periodo neonatale. Consta di 34 item raggruppati in 6 sottoscale (tono, pattern del tono , riflessi, movimenti, segni anormali e comportamento). L’esame non richiede più di 15 minuti, in modo da essere utilizzato nell’ambito della valutazione clinica di routine del neonato ed è anche adatto per esami ripetuti.
- Di sistema
- Il proforma dell’hine come nell’esame del neonato, riporta i disegni delle possibili risposte con i punteggi da attribuire, segnando quella più appropriata. Fin dalla sua introduzione, l’hine è stato utilizzato in diverse popolazioni di bambini a basso ed alto rischio di danno neurologico, sia prematuri che nati a termine, dimostrandosi un valido strumento clinico neurologico sia per fini diagnostici che prognostico-riabilitativi. È stato inoltre recentemente inserito nelle linee guida internazionali per l’identificazione precoce dei bambini a rischio di paralisi cerebrale infantile fornendo informazioni sul tipo e la severità del quadro clinico.