- Di processo
- Per l'hcc il ventaglio delle opzioni terapeutiche è oggigiorno ampio, spaziando dalla chirurgia, alle terapie loco-regionali, al trapianto e infine alla terapia sistemica. In particolare, la recente disponibilità di numerosi farmaci efficaci sia in prima linea che in linee successive di terapia, tra cui gli inibitori delle tirosin-chinasi (tki), gli anticorpi monoclonali e le combinazioni immunoterapiche, rende il panorama terapeutico sempre più complesso. L'adattamento dinamico degli algoritmi di trattamento in base allo stadio della malattia sembra ora necessario per consentire un'allocazione terapeutica flessibile.
- Professionali
- I tumori del distretto epatobiliare sono neoplasie eterogenee di grande rilevanza clinica per incidenza e complessità di trattamento. La gestione del paziente con neoplasia epatobiliare e comorbidità clinicamente significative, prima tra tutte la consensuale epatopatia cronica e l’ipertensione portale ad essa spesso associata, deve tuttavia tener conto del sottostante danno epatocellulare, fattore condizionante nell’orientare la terapia e determinarne il successo, e richiede un’attenta valutazione del rischio nonché una personalizzazione del trattamento.
- Di sistema
- È indispensabile che la presa in carico del paziente sia guidata da un gruppo multidisciplinare, composto da epatologi, chirurghi, radiologi, oncologi, etc, che, lavorando in sinergia fin dal momento della diagnosi, possa individuare il miglior trattamento per il paziente tra i vari disponibili e indirizzarlo verso strutture di eccellenza e ad alta specializzazione, con la garanzia di accesso ai migliori percorsi di diagnosi e cura.