- Di processo
- La clinica attuale si confronta con soggettività sempre più attraversate da frammentazione, traumaticità, precarietà del legame, discontinuità identitaria e difficoltà di simbolizzazione. In tale scenario, il setting non può essere pensato soltanto come cornice tecnica, ma come spazio vivo, relazionale e trasformativo: un luogo capace di ospitare l’inconscio, accogliere il dolore, dare pensabilità al caos e riaprire possibilità di futuro.
- Professionali
- Il convegno “abitare il futuro della cura: setting, legame e trasformazione nella clinica psicopatologica” nasce dall’esigenza di interrogare, in una prospettiva psicoanalitica, clinica, pedagogica e istituzionale, le nuove forme del disagio contemporaneo e le trasformazioni dei dispositivi di cura.
- Di sistema
- Il tema dell’“abitare” richiama una postura clinica ed etica: non semplicemente intervenire sul sintomo, ma sostare accanto alla sofferenza, costruire legami, custodire la complessità e rendere nuovamente pensabile ciò che, nel trauma, nella marginalità, nella crisi educativa o nella sofferenza istituzionale, rischia di rimanere senza parola.