- Di processo
- Verranno trasmessi i recenti risultati di ricerca che non solo hanno confermato la validità e la coerenza della diagnosi cefalometrica (importantissima, il vero segreto di qualsiasi terapia di successo, e sempre più sconosciuta e misconosciuta) e delle terapie rispettose della funzione e della fisiologia, evidenziando effetti dentali e soprattutto cranici del tutto inediti, di importante valenza clinica, oltre a quelli funzionali. Quando i risultati sono significativi vuol dire che è stato individuato un fenomeno applicabile a tutti i pazienti con determinate caratteristiche (a differenza della presentazione di singoli casi che non danno nessuna garanzia di applicabilità su altri soggetti, diversi da quello presentato).
- Professionali
- Una delle ragioni di questo incontro nasce dal fatto che, da un lato, il nostro cervello è estremamente ostico a qualsiasi cambiamento e cerca di mantenere le abitudini in uso giuste o sbagliate che siano, dall’altra la materia è certamente complessa per cui bisogna riprendere i concetti anche più volte per poterli comprendere a fondo e riuscire a realizzare un cambiamento importante applicandoli nella clinica quotidiana. Infatti, in ortognatodonzia un percorso logico e coerente è una novità assoluta essendo la maggior parte delle terapie meccaniche e traumatiche applicate contro le caratteristiche di un sistema che non ha nulla di meccanico, ma è fatto di raffinate funzioni, complesse risposte neuromuscolari (queste sconosciute!), compensi che coinvolgono anche distretti limitrofi all’apparato stomagnatico alla ricerca disperata di equilibrio. Poiché di equilibrio siamo fatti e nell’equilibrio ci sono la nostra salute e il nostro benessere.
- Di sistema
- Sarà interessante scoprire e approfondire insieme le nuove conoscenze sulla struttura cranica e sulla postura del soma che è intimamente correlata alle funzioni e alla vettorialità cranica. Solo con questo approccio multidisciplinare basato su dati significativi e non su casi singoli è possibile conoscere e capire un sistema così complesso quale è quello cranio-facciale, per di più in crescita. Non stupisce, come già sappiamo, la importante correlazione anche con l’attività cognitiva.
Solo con una conoscenza così ampia possiamo avvicinarci ai casi scompensati con dolore cronico del distretto cranico e del rachide allo scopo di ritrovare quell’equilibrio perduto nel tempo a causa dei troppi compensi che il sistema ha dovuto mettere in atto. Vedremo insieme i diversi approcci terapeutici in fase di crescita rispetto all’età adulta.