- Di processo
- La cardiopatia ischemica e la bpco sono due delle malattie più diffuse nel mondo, che portano ad una peggiore qualità di vita ed un maggior rischio di ospedalizzazione e morte, soprattutto se combinate. Questo legame si traduce in situazioni complesse, che si verificano ed influenzano un apparato e l’altro progredendo in dei fenotipi clinici molte volte complessi e con quadri labili, caratterizzati il più delle volte da un quadro infiammatorio diffuso, rendendo difficile la loro interpretazione nella pratica clinica quotidiana. Anche l’utilizzo delle terapie farmacologiche a disposizione è spesso contrastante e complicata per alcune
indicazioni, che rendono la gestione del paziente sempre più personalizzata e treat to target.
- Professionali
- L’invecchiamento e l’aumento dell’età media della popolazione sta portando all’incremento dell’incidenza delle patologie croniche non trasmissibili, con pesanti ripercussioni sul servizio sanitario nazionale in termini di costi e sulla popolazione in peggioramento della qualità della vita. Il diabete, l’obesità, le vasculopatie e le malattie cardiovascolari sono l’esempio più diffuso delle malattie croniche non trasmissibili. I dati epidemiologici dimostrano che la correlazione di diverse patologie cardiache con quelle pneumologiche si basa sulla presenza di fattori di rischio comuni come il fumo di sigaretta, lo stile di vita non salutare (mancanza di attività fisica ed accesso a cibi con grassi saturi e zuccheri e poche fibre) e l’età avanzata.
- Di sistema
- La “moderna” definizione di medicina, che richiede una valutazione sartoriale del paziente è una pratica che si basa sulla scienza, sul sapere conoscitivo, sulla gestione delle emozioni e della comunicazione, sulla capacità di recepire tutte le novità diagnostiche e terapeutiche (innovazioni tecnologiche), col fine ultimo di cercare di proporre una soluzione alla persona che dobbiamo curare. L’approccio multidisciplinare è fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell’ars medica, in maniera particolare integrando le competenze fra medici di base, gli specialisti del territorio e gli ospedalieri.