- Di processo
- Scopo è acquisire conoscenze circa la nascita e la morte, due eventi che dominano la nostra vita e che erano sino a non moltissimi anni fa al di fuori del nostro controllo. Oggi non è più così: la scienza e la tecnica se ne sono impossessati e hanno a disposizione strumenti che consentono di creare la nascita in laboratorio e di prolungare la vita oltre i limiti della natura. L’applicazione delle tecniche richiede il consenso della persona, l’intervento del medico e l’avvio di procedure.le scelte che accompagnano l’ultimo tratto dell’esistenza non riguarda solo aspetti sanitari o normativi, ma toccano il senso della cura, della relazione e del limite. Il riconoscimento del limite può rendere la vita più autentica, spingendoci a dare valore al tempo, alle relazioni.
- Professionali
- Si intende far riferimento e rimarcare che la moderna tecnologia biomedica cerca di bilanciare i fondamentali diritti di dignità umana e autonomia. La bioetica e il biodiritto “sul nascere” è di fondamentale importanza e si focalizza sull’analisi etica e sulla regolamentazione giuridica delle questioni legate all’inizio della vita umana, alla procreazione medicalmente assistita (mpa) e alla tutela del concepito. Il diritto di morire in dignità si realizza innanzitutto con le cure palliative che presuppongono un tempo strettamente rigoroso ed umano. Riducono le sofferenze dei malati ed il disagio emotivo delle famiglie. Occorre adeguare e personalizzare il percorso di cure palliative per ciascun paziente terminale con atteggiamento rispettoso della dignità delle persone cercando di tutelare e rendendo più umane la malattia e la morte soprattutto nei casi in cui grava la solitudine, il disagio psicologico, la disabilità e l’età avanzata.
- Di sistema
- Si intendono affrontare questioni fondamentali sull’origine e la fine della vita umana. La nascita si caratterizza come umana perché non si riferisce ad un semplice processo riproduttivo ma avviene in un contesto di relazioni e dà luogo ad un’ulteriore relazione. Il figlio non è mai il risultato di un progetto, ancor meno di una decisone unilaterale della donna.