- Di processo
- La diagnosi precoce della mrc richiede una valutazione sistematica di due parametri semplici ma spesso sottoutilizzati nella pratica clinica: il filtrato glomerulare stimato (egfr) e il rapporto albumina/creatinina urinaria (uacr), strumenti fondamentali per la stratificazione del rischio e per l’identificazione dei pazienti candidabili a strategie terapeutiche di protezione cardiorenale.
- Professionali
- Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morbilità e mortalità nel mondo occidentale. La crescente evidenza scientifica dimostra come fattori di rischio tradizionali quali ipertensione arteriosa e diabete mellito di tipo 2 non agiscano in maniera isolata, ma siano parte di un continuum fisiopatologico che coinvolge cuore, rene e metabolismo.
L’ipertensione arteriosa continua a essere il principale fattore di rischio modificabile per eventi cardiovascolari maggiori e rappresenta uno dei principali determinanti della progressione verso insufficienza cardiaca e danno renale cronico
- Di sistema
- L’introduzione degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (sglt2i) ha rappresentato uno dei più importanti avanzamenti terapeutici degli ultimi anni. Tra questi, empagliflozin ha dimostrato benefici significativi lungo tutto il continuum cardiorenale-metabolico. Gli studi clinici hanno documentato una riduzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti diabetici ad alto rischio cardiovascolare, una riduzione delle ospedalizzazioni per scompenso cardiaco e un rallentamento della progressione della malattia renale cronica.
L’obiettivo del corso è fornire agli specialisti ambulatoriali cardiologi strumenti pratici per l’identificazione precoce dei fattori di rischio, la corretta valutazione della funzione renale e l’implementazione delle più recenti evidenze terapeutiche finalizzate al miglioramento degli outcome cardiovascolari e renali.