- Di processo
- A questo proposito è necessario strutturare modelli assistenziali multidisciplinari che permettano l’interazione tra specialisti come il cardiologo, l’internista, endocrinologo e il mmg. Nello specifico del paziente con sc cronico i dati derivanti da una loro indagine, su pazienti non ospedalizzati, rivela che in italia circa lo 0.2% dei casi è gestito in assistenza domiciliare; si può quindi ipotizzare che nel nostro paese vi siano almeno 100 000 pazienti affetti da sc cronico che sono gestiti a domicilio. Pertanto, nell’ambito di una efficace e funzionale interazione tra specialisti e mmg, nella gestione del paziente con comorbidità, è stata individuata l’esigenza di verificare la fattibilità con un progetto pilota, che offra continuità assistenziale al suddetto paziente.
- Professionali
- Entro il 2045 si stima che l’interazione tra patologie cardiovascolari, le dismetaboliche, e la connessa malattia renale cronica, rappresenterà una problematica epidemiologica che interesserà circa il 10% della popolazione mondiale; l’inter-connessione fisiopatologica fra queste patologie, con le alterazioni dei meccanismi neuro-ormonali ed emodinamici è stata ultimamente definita come “sindrome cardio-renale metabolica” con una prevalenza dello scompenso cardiaco in costante aumento costituendo perciò un problema sanitario rilevante, con importanti costi annessi. Nonostante l’applicazione di terapie individualizzate ed ottimizzate, il suo decorso è spesso caratterizzato dall’ alternanza di fasi: stabili, di lenta progressione e di brusca instabilità.
- Di sistema
- Il modello gestionale integrato vede nella professionalità del mmg, il compito di valutare tempestivamente la necessità dell’intervento dei vari specialisti.