- Di processo
- Chirurghi toracici, medici nucleari, radiologi, pneumologi, radioterapisti, biologi molecolari e anatomo-patologi collaborano sinergicamente per costruire un percorso terapeutico su misura per ogni paziente. L’integrazione di chemioterapia, immunoterapia, terapie target e radioterapia, adattata al profilo biologico e molecolare del tumore, rappresenta oggi lo standard di cura. L’introduzione dell’immunoterapia in combinazione con la chemioterapia ha segnato una svolta nel trattamento perioperatorio del nsclc operabile, come dimostrano gli studi cm816, key671, cm77t e aegean. Parallelamente, l’impiego di terapie target in fase adiuvante — evidenziato dagli studi adaura (nei pazienti con mutazione egfr) e alina (nei pazienti con traslocazione alk) — ha ulteriormente migliorato la sopravvivenza globale. Anche lo studio impower010 ha confermato il beneficio dell’atezolizumab adiuvante nei pazienti operati con espressione di pd-l1 =50%.
- Professionali
- Negli ultimi anni, l’oncologia toracica ha vissuto una profonda evoluzione grazie all’adozione di approcci multimodali sempre più personalizzati, che hanno significativamente migliorato l’outcome dei pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule (nsclc) e a piccole cellule in stadio limitato (ld-sclc). Nel nsclc in stadio precoce e localmente avanzato, il percorso diagnostico e terapeutico si basa su una stadiazione accurata, sia clinica che patologica, accompagnata da uno studio approfondito del tumore sotto il profilo istologico, biologico e molecolare. La caratterizzazione biomolecolare, attraverso l’identificazione di alterazioni genetiche e biomarcatori predittivi come pd-l1 e tmb, ha aperto la strada a una medicina oncologica di precisione, in grado di orientare le scelte terapeutiche in modo sempre più mirato ed efficace. In questo contesto, il ruolo del team multidisciplinare è fondamentale:
- Di sistema
- Nel ld-sclc, l’integrazione dell’immunoterapia (studio adriatic) con chemioterapia e radioterapia ha modificato radicalmente il panorama terapeutico, offrendo nuove prospettive in una patologia storicamente complessa, che richiede ancora ampio approfondimento. Un altro ambito in rapida evoluzione è rappresentato dalla biopsia liquida, già impiegata in alcuni contesti clinici, ma destinata a diventare uno strumento chiave per molteplici applicazioni: dalla rilevazione di cellule tumorali residue dopo l’intervento chirurgico — utile per selezionare i pazienti candidabili a trattamenti adiuvanti — al monitoraggio delle recidive e della risposta terapeutica in tempo reale. Anche l’intelligenza artificiale sta contribuendo in modo significativo a questa rivoluzione, offrendo strumenti per diagnosi più accurate, valutazioni radiologiche più oggettive, e persino per la progettazione di studi clinici con bracci di controllo virtuali.