- Di processo
- Questa situazione porta il bambino a collaborare poco, spesso perché non riesce a capire il contesto in cui si trova, né a prevedere cosa succederà, con chi interagirà e per quanto tempo. Inoltre, il bambino potrebbe esprimere comportamenti comunicativi che non vengono interpretati correttamente o vengono fraintesi, causando un aumento di stress, ansia e frustrazione sia per lui stesso, sia per i suoi caregiver e gli operatori coinvolti.
- Professionali
- Per promuovere la salute e il benessere dei bambini con disabilità, gli operatori sanitari e i servizi assumono un ruolo fondamentale. Una comunicazione efficace tra operatori e pazienti permette di garantire buone pratiche sanitarie e la tutela dei pazienti. La comunicazione tra professionisti sanitari e bambini con bisogni comunicativi complessi (bcc) può risultare difficoltosa in seguito alle caratteristiche intrinseche al profilo del paziente, diversità culturali, scarsa conoscenza del paziente, elevato carico cognitivo e linguistico associato al setting della visita e dell’esame.
- Di sistema
- Apprendere le strategie e gli strumenti fondamentali della comunicazione aumentativa alternativa (caa) può essere determinante per migliorare la gestione delle visite e delle procedure mediche dei bambini con bcc in contesti ambulatoriali e ospedalieri. La caa rappresenta una disciplina di ricerca e pratica clinica che mira a superare le difficoltà comunicative e linguistiche, sia in ingresso che in uscita, affrontate da persone con disabilità comunicative o limitazioni significative, temporanee o permanenti.