- Di processo
- Studi clinici e revisioni sistematiche indicano che l'integrazione con specifici ceppi probiotici, come lactobacillus acidophilus, lactobacillus casei e bifidobacterium bifidum, può migliorare significativamente i sintomi di ansia e depressione, con effetti positivi osservati già dopo 4-8 settimane di trattamento. Questa azione centrale specifica ha sostenuto la proposta di denominare alcuni probiotici come psicobiotici. I meccanismi di azione dei psicobiotici sono molteplici. Contribuendo a ripristinare l'equilibrio del microbiota intestinale, riducono primariamente la disbiosi che è associata a infiammazione cronica e alterazioni dell'umore, abbassando nel contempo il livello la produzione di citochine infiammatorie che influenzano negativamente il sistema nervoso centrale.
- Professionali
- Il rapporto tra intestino e cervello deve essere preliminarmente considerato come una costante comunicazione bidirezionale in grado di influenzare la funzionalità di entrambi (asse intestino- cervello). I canali di comunicazione utilizzati sono molteplici: il nervo vago rappresenta la via principale veicolando informazioni sia dal snc ai visceri ma anche da questi ad aree specifiche di integrazioni cerebrali. Sono da considerare inoltre la produzione a livello intestinale di sostanze tra cui anche neurotrasmettitori che agiscono a livello centrale modulando la funzionalità del cervello accanto a molecole pro-infiammatorie prodotte all’interno del lume intestinale in grado di circolare e raggiungere l’encefalo penalizzandone la funzionalità tra cui anche il controllo dell’ansia e l’umore.
- Di sistema
- L’asse intestino-cervello rappresenta una rete bidirezionale di comunicazione continua, che impatta
sia il sistema nervoso centrale sia la funzionalità gastrointestinale, influenzando umore, ansia e
cognizione. Nel contesto di questo asse, il microbiota intestinale assume un ruolo chiave per la
salute mentale, promuovendo condizioni di eubiosi e contrastando la disbiosi.