- Di processo
- La diagnosi di bpco in pazienti affetti da scompenso cardiaco e cardiopatia ischemica acuta e cronica (o viceversa) è fondamentale per poter valutare l’effetto prognostico delle comorbilità, che correla con la qualità di vita e il rischio di ospedalizzazione.
D’altra parte la gestione terapeutica delle due patologie può risultare complicata per la possibile insorgenza di effetti collaterali da interazione farmacologica.
La cronicità respiratoria e cardiovascolare costituisce a tutt’oggi una delle sfide prioritarie per la medicina di base, a cui spetta la presa in carico del paziente affetto da patologia cronica respiratoria, garantendone la continuità assistenziale.
Infine, le osas (sindromi delle apnee ostruttive notturne) forniscono un altro esempio di possibilità di discussione in merito alle modalità di gestione di numerosi pazienti in comune tra le due specialità.
- Professionali
- L’interazione tra cuore e polmoni è un argomento complesso perché da un punto di vista clinico le alterazioni di un organo influenzano e promuovono le alterazioni dell’altro: bpco e scompenso cardiaco rappresentano un esempio emblematico di patologie in cui si osserva tale interazione. Dati epidemiologici mostrano che la correlazione tra diverse patologie cardiache e pneumologiche si basa anche sulla presenza di fattori di rischio comuni, tra cui fumo di sigaretta, stile di vita sedentario ed età avanzata.
- Di sistema
- L’obiettivo principale di questo evento è quello di analizzare il rapporto tra questi due organi, le dinamiche fisiopatologiche che vi si possono instaurare, dall’insorgenza della malattia all’impostazione di un regime terapeutico che risulti efficace e minimizzi lo sviluppo di reazioni avverse da farmaco, nell’ottica di una visione integrata ospedale territorio.