- Professionali
- Il convegno evidenzia come in oncologia il cambiamento sia reale: i protocolli di chemioterapia vengono continuamente aggiornati, con farmaci che avanzano nelle linee terapeutiche grazie a nuove evidenze. L’attenzione si sposta dai soli organi ai meccanismi biologici e all’immunità. Centrale è anche il paziente, non come slogan ma come base per l’appropriatezza terapeutica, che implica selezione accurata, gestione delle comorbidità e delle tossicità. L’oncologo deve quindi essere un internista, capace di integrare tecnologia e clinica. Restano però criticità, soprattutto nelle terapie di prossimità, ostacolate da burocrazia: il passaggio dai protocolli alla pratica clinica è complesso.