- Di processo
- Saper porre attenzione a tutti i livelli di comunicazione: cognitiva, emotiva e corporea, cercando di favorire l’integrazione di questi tre livelli a partire da un’osservazione non giudicante delle modalità relazionali attive nel presente.
Saper riattivare risorse cognitive, emotive, somatiche più funzionali ed adeguate.
Saper gestire situazioni traumatiche, sia qualora si tratti di traumi individuali, sia qualora si tratti di traumi che hanno investito tutto il sistema familiare o la coppia.
- Professionali
- Saper fare un’approfondita valutazione diagnostica della situazione, che integri la storia raccontata (memoria esplicita) con i gesti, le posture, le espressioni facciali, il movimento (memoria implicita o procedurale).
Saper usare tecniche quali il genogramma condiviso, tecniche di terapia sensomotoria, “sculture familiari”.
Saper gestire i processi di stabilizzazione e maneggiamento clinico di situazioni traumatiche.
Saper fare una restituzione ai pazienti, cioè arrivare alla condivisione di quanto emerso dal percorso diagnostico.
- Di sistema
- Saper lavorare in gruppo: il lavoro di equipe è fondamentale perché la complessità delle relazioni familiari e di coppia richiede confronto tra più professionisti all’interno dello stesso team al fine di personalizzare l’intervento.
Importante anche l’integrazione di approcci e tecniche differenti, sistemico-relazionali, psicoanalitiche, cognitivo comportamentali, sensomotorie.