- Di processo
- Le recenti evidenze cliniche e i dati di real-world evidence hanno confermato l'efficacia degli sglt2i come strumenti essenziali nella protezione cardio-renale, con benefici dimostrati su mortalità cardiovascolare, ospedalizzazioni per scompenso, progressione renale e riduzione dell'albuminuria, anche in assenza di diabete. Accanto alle innovazioni farmacologiche, la gestione nutrizionale rimane un pilastro della cura: il ruolo della dieta nella modulazione dell'albuminuria, della pressione arteriosa e della progressione della malattia renale — insieme all'uso appropriato degli alimenti aproteici e alla valutazione dell'apporto proteico — richiede competenze aggiornate e una presa in carico integrata.
- Professionali
- La sindrome cardio-reno-metabolica rappresenta una condizione complessa in cui malattia cardiovascolare, insufficienza renale e disordini metabolici si influenzano reciprocamente, accelerando la progressione del danno d'organo. Il riconoscimento precoce dei pazienti a rischio e l'ottimizzazione tempestiva della terapia sono fondamentali per ridurre eventi cardiovascolari e rallentare il declino della funzione renale. In questo contesto, il controllo della dislipidemia rimane un pilastro centrale della prevenzione: nonostante le linee guida esc/eas abbiano definito target ldl sempre più stringenti in base al profilo di rischio, il gap terapeutico nella popolazione italiana rimane significativo.
- Di sistema
- La complessità di questi pazienti rende indispensabile un approccio multidisciplinare, basato sulla collaborazione tra cardiologi, nefrologi, diabetologi, internisti e medici di medicina generale. Il corso mira a fornire ai professionisti aggiornamenti scientifici, strumenti pratici e modelli organizzativi per una gestione integrata ed efficace del paziente cardio-reno-metabolico.