- Di processo
- La psicoanalisi si è interrogata a lungo sulla passione dell'odio, sulla sua qualità di pulsione originaria, sulle sue possibili trasformazioni, sul rapporto con le identificazioni e con il narcisismo. Eppure non può non turbare incontrarlo, dentro di noi, nell'esperienza umana o nella stanza d'analisi. Come scrive pontalis l'amore viaggia, ritorna, si trasforma, talvolta è incerto, vago, l'odio invece è impassibile, insistente, instancabile non abbandona facilmente la sua preda. E allora quali sono i molteplici destini di questa passione unicamente umana? Come possiamo provare ad affrontarli nella clinica e nella teoria?