- Di processo
- Interrogarsi sulla presenza della variabile “stereotipi di genere” e sulla possibile presenza di discriminazioni nella rappresentatività degli studi clinici avvia un processo di apprendimento e perfezionamento della qualità delle scelte cliniche e delle capacità di diagnosi e proposte terapeutiche. Si realizza così un’assistenza più efficace ed appropriata, con maggior attenzione non solo all’organo ammalato ma alla persona in toto, con le sue caratteristiche sessuali e socio culturali, e all’ambiente in cui vive. Si riduce di conseguenza il rischio clinico
- Professionali
- Le nozioni acquisite durante il convegno permettono una lettura critica dei contenuti delle ricerche cliniche ed epidemiologiche, ed una disamina della propria nozionistica clinica, con l’inserimento della variabile genere nella valutazione dei fattori di rischio, sintomatologia e terapie delle principali patologie
- Di sistema
- Il sistema sanitario già oggi si avvale di risorse come l’intelligenza artificiale: in essa possono annidarsi però distorsioni sistematiche, con discriminazione di porzioni di popolazione. L’acquisizione di competenze di sistema richiede una visione multidisciplinare che comprenda il linguaggio appropriato e la sua evoluzione, e le implicazioni etiche delle scelte di governance che di volta in volta vengono effettuate.