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- L’aumento previsto dei casi di demenza nei prossimi decenni impone alla sanità un cambiamento di paradigma, orientato verso la prevenzione, la diagnosi precoce e l’intervento tempestivo nelle malattie neurodegenerative. In particolare, l’attenzione si concentra sulle fasi prodromiche dell’alzheimer, come il mild cognitive impairment (mci), dove i farmaci disease-modifying possono essere più efficaci.
Disturbi dell’umore e sintomi neuropsichiatrici (nps) – quali depressione, apatia, disinibizione e psicosi – possono rappresentare manifestazioni precoci di neurodegenerazione. Il costrutto del mild behavioral impairment (mbi) è emerso come possibile strumento clinico per identificare individui a rischio, anche in assenza di deficit cognitivi evidenti.