- Di processo
- Nella realtà quotidiana (annali amd, studio restore - bibliografia) una elevata percentuale di pazienti con dmt2 in terapia con farmaci non insulinici rimane per molto tempo in cattivo compenso, prima di iniziare il trattamento insulinico. Questo ritardo o inerzia terapeutica comporta inevitabilmente conseguenze negative sul decorso clinico della malattia. L’inerzia terapeutica riconosce diverse motivazioni, legate sia alla difficoltà del paziente di sottoporsi a tale terapia per motivazioni varie, che ad un atteggiamento di attesa da parte del sanitario curante, talora dovuto a carenza di informazione/formazione.
- Professionali
- L’obiettivo è aggiornare i clinici sul ruolo attuale dell’insulina basale di seconda generazione (insuline prolungate come glargine 300, degludec), rivalutare la sua efficacia e sicurezza nel contesto delle nuove terapie, e mostrare come l’integrazione del monitoraggio in continuo del glucosio (cgm) ne potenzi l’efficacia e l’aderenza.
L’insulina basale svolge un ruolo cruciale nel trattamento del diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2, fornendo un rilascio lento e costante di insulina per controllare i livelli di zucchero nel sangue durante il giorno e la notte. Questo tipo di insulina aiuta a prevenire picchi glicemici e ipoglicemie, contribuendo a un migliore controllo glicemico complessivo.
- Di sistema
- Negli ultimi tempi si sta facendo strada un nuovo approccio di cura e presa in carico del paziente reso possibile grazie all’innovazione tecnologica e alla recente disponibilità di nuovi ecosistemi digitali che supportano clinico e paziente sia nel processo di titolazione sia nel migliorare la compliance terapeutica. Il progetto 2024, ha lo scopo di testare se una titolazione guidata dall’utilizzo della smart cap e dai sistemi digitali possa aiutare il medico ed il paziente ad ottimizzare la terapia dopo la sua intensificazione (add on) (titolazione) esplorando nuovi e più semplici modelli di cura e presa in carico del paziente in trattamento insulinica.