- Di processo
- Accrescere il livello di conoscenza teorica e pratico-applicativa dei partecipanti in merito ai protocolli di management del paziente pediatrico critico, mirando al rapido recupero delle funzioni organiche soprattutto in urgenza-emergenza, alla riduzione dei tempi di degenza in terapia intensiva, alla rapida ripresa in caso di ricorso alla anestesia generale in particolare in ambienti diversi dalla sala operatoria e in day surgery. Formare professionisti esperti in ambito pediatrico che possono operare in modo collaborativo e condiviso.
- Professionali
- Rende i partecipanti capaci di acquisire le abilità tecniche e la pratica clinica nell’approccio al paziente pediatrico in pronto soccorso e in terapia intensiva. Un approccio sistematico nella gestione delle patologie acute che si presentano in ambienti intensivi e di urgenza-emergenza consente un corretto management del paziente pediatrico critico evitando lunghi tempi di attesa e un trattamento spesso confusionario e caotico, migliorando l’outcome e riducendo i costi e i tempi di degenza ospedaliera. La presentazione di casi clinici trasmetterà al discente le peculiarità dei protocolli da utilizzare a seconda del tipo di paziente e della problematica su cui intervenire
- Di sistema
- L’adeguato approccio clinico e l’utilizzo delle giuste tecniche rianimatorie nel paziente in età pediatrica che giunge in pronto soccorso in condizioni di urgenza-emergenza e successivamente in terapia intensiva, costituiscono un fattore determinante per il mantenimento della sua stabilità clinica e per il successo terapeutico. I pazienti pediatrici non sono, infatti, da considerare “piccoli adulti”; a causa del loro sviluppo fisiologico, dell'età e delle dimensioni richiedono un livello speciale di cura e assistenza. Il ricovero e la degenza protratta in ambito ospedaliero sono spesso causa di deterioramento della funzione d’organo e dello stato di salute del paziente che si traducono in un aumento del rischio di complicanze e di mortalità a medio e lungo termine. L’adozione di protocolli uniformi e condivisi che coinvolgono diversi medici professionisti è in grado di modificare significativamente la prognosi