- Di processo
- La maggioranza dei test molecolari di “prognosi” si basa sull’analisi di espressione di geni (rna) del tessuto ottenuto dal tumore primario dopo escissione chirurgica oppure da prelievi citologici o bioptici. Per la loro esecuzione si utilizzano tecnologie complesse.
I tmp consentono di identificare pazienti a basso rischio di recidiva che potrebbero evitare la chemioterapia, di personalizzare i trattamenti in base al profilo genetico del tumore, di migliorare la prognosi e ridurre gli effetti collaterali dovuti a terapie non strettamente necessarie
e’ fondamentale che vengano interpretati in un contesto clinico appropriato, tenendo conto di altri fattori prognostici e predittivi.
- Professionali
- Negli ultimi due decenni la ricerca scientifica ha sviluppato diversi “test multigenici prognostici” (tmp) per diverse malattie oncologiche. In particolare il loro utilizzo è stato indagato e sviluppato per i carcinomi della mammella, ma anche per il carcinoma della prostata, del colon e anche in ambito emato-oncologico. I tmp inquadrano, di fatto, il/la paziente in categorie di rischio, dalle quali il “gruppo oncologico multidisciplinare” estrapola l’indicazione ai diversi trattamenti.
- Di sistema
- In questo evento ci prefiggiamo di fare il punto sul loro utilizzo nel carcinoma della mammella e della prostata, con la condivisione dell’esperienza del servizio di anatomia patologica dell’ospedale oncologico businco di cagliari.