- Di processo
- Parallelamente, l’evoluzione dell’approccio diagnostico e terapeutico alla fase acuta ha portato a una revisione critica del paradigma patogenetico tradizionalmente considerato invariabilmente trombotico. È ormai riconosciuto che l’infarto miocardico può manifestarsi anche in assenza di lesioni coronariche ostruttive evidenziabili alla coronarografia; tale condizione, tuttavia, non è necessariamente associata a una prognosi favorevole nel lungo termine. Rimangono inoltre aperte numerose questioni relative alla gestione dei pazienti ad elevata complessità clinica, quali coloro che necessitano di terapia anticoagulante orale per fibrillazione atriale concomitante o di nuova insorgenza. Una più approfondita comprensione dei meccanismi fisiopatologici condivisi tra fibrillazione atriale e malattia coronarica sta aprendo prospettive innovative per l’ottimizzazione della terapia antitrombotica e per un approccio integrato alle patologie aterotrombotiche.
- Professionali
- Il congresso “il cuore un mare di onde difficili da cavalcare” torna nel 2026 in una veste nuova ma sempre con le forti motivazioni di sempre, quelle di portare sul territorio abruzzese le eccellenze della cardiologia nazionale ed internazionale per confrontarsi e migliorare le proprie conoscenze e condividerle con tutti i medici ospedalieri e del territorio.
- Di sistema
- Anche la gestione a lungo termine dei pazienti sopravvissuti a un evento ischemico acuto o affetti da malattia coronarica cronica è in rapida evoluzione. L’ottimizzazione della prevenzione secondaria si fonda sulla riduzione intensiva dei livelli di colesterolo ldl e sull’impiego mirato di combinazioni di farmaci antitrombotici a basse dosi, finalizzate a contenere il rischio di recidiva. Tuttavia, emerge con crescente evidenza la necessità di un approccio olistico al paziente, che integri gli interventi farmacologici con strategie volte al miglioramento complessivo dello stato di salute, includendo modifiche dello stile di vita, aderenza terapeutica e gestione dei fattori di rischio cardiovascolare.
L’incontro scientifico si propone di approfondire criticamente i temi sopra delineati, con l’obiettivo di favorire un confronto multidisciplinare tra esperti e partecipanti. La condivisione di percorsi decisionali e di evidenze aggiornate rappresenta infatti