- Di processo
- L’imaging di ultima generazione – rm 3t con sequenze stir, ecografia con microvascolarizzazione, tc con spectral imaging o con algoritmi di ia applicati – consente oggi di intercettare target terapeutici in modo estremamente precoce. E la diagnosi precoce spiana la via alla precocità di intervento. Nelle strette finestre di opportunità terapeutica delle malattie reumatiche, si posizionano diversi farmaci modificatori di malattia che proprio in virtù della precocità di intervento, possono ottenere risultati clinici di rilievo.
- Professionali
- La diagnostica per immagini costituisce un insostituibile supporto per la valutazione dell’attività di malattia E/O per la ricerca e stadiazione delle sue complicanze.
Questa sinergia non è astratta: riduce il time-to-diagnosis da 12-18 mesi a 3-6 mesi, con impatti tangibili sulla progressione radiologica e sulla prevenzione delle complicanze. Pazienti trattati con bdmards entro i primi 6 mesi dall’esordio mostrano un arresto della progressione erosiva nel 70% dei casi (das28 <2.6 a 2 anni), contro il 35% dei “ritardatari”.
- Di sistema
- Per i reumatologi: imparare a "leggere" referti radiologici e migliorare la scelta critica degli esami da richiedere. Per i radiologi: comprendere l’urgenza clinica delle richieste dei reumatologi, consigliando la metodica più utile per arrivare alla diagnosi. Per entrambi: costruire network locali per implementare la collaborazione.