- Di processo
- • definizione dei target terapeutici: capacità di stabilire obiettivi di cura realistici e condivisi (es. Controllo dei sintomi vs. Prevenzione a lungo termine) in base alla fragilità del paziente.
• integrazione multiprofessionale: saper coordinare il monitoraggio delle patologie croniche tra le diverse figure (specialista, medico di base, infermiere) per garantire l'aderenza terapeutica.
• prevenzione delle complicanze: implementazione di percorsi che riducano i rischi legati all'immobilità e alle cadute derivanti dalle patologie osteoarticolari e neurodegenerative.
- Professionali
- • gestione clinica della cronicità: capacità di inquadrare e gestire le principali patologie dell'anziano (cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative, osteoarticolari) in un'ottica di co-morbilità.
• farmacologia geriatrica e deprescribing: abilità nell'ottimizzare la terapia farmacologica, bilanciando benefici e rischi per evitare la polifarmacoterapia incongrua.
• diagnostica adattata: competenza nel riconoscere i segni clinici specifici del "grande anziano", dove le patologie spesso si sovrappongono e si influenzano a vicenda.
- Di sistema
- • appropriatezza prescrittiva: promozione dell'uso razionale dei farmaci e delle risorse diagnostiche per garantire la sostenibilità economica e la sicurezza del paziente.
• standard di qualità della vita: orientamento delle scelte terapeutiche verso il mantenimento dell'autonomia funzionale e della dignità della persona, oltre la semplice cura della malattia.
• continuità assistenziale: sviluppo di modelli organizzativi capaci di gestire la cronicità complessa sul territorio, riducendo gli accessi impropri in ospedale.