- Di processo
- Standardizzare le procedure di valutazione del rischio cadute all’interno delle unità operative coinvolte.
Integrare i protocolli di prevenzione e gestione delle cadute nei percorsi clinico-assistenziali quotidiani (es. Mobilizzazione del paziente, uso di contenzioni).
Promuovere la comunicazione multiprofessionale (équipe medico-infermieristicariabilitativa) per la condivisione dei piani di cura e la segnalazione degli eventi avversi.
Implementare la documentazione clinica relativa alla valutazione del rischio e alle misure preventive adottate.
- Professionali
- Applicare le principali scale di valutazione del rischio cadute (es. Scala di morse, conley, tinetti).
Identificare i fattori di rischio specifici per pazienti fragili, ortopedici, neurologici, amputati, con deterioramento cognitivo o con trauma cranico.
Implementare interventi preventivi personalizzati (ausili, mobilizzazione sicura, sistemi di contenzione secondo normative).
Gestire correttamente le cadute in reparto e in palestra, applicando protocolli di gestione post-caduta e documentando l’evento.
Riconoscere le complicanze post-traumatiche (tvp, nuova frattura) e attivare percorsi diagnostico-terapeutici appropriati.
- Di sistema
- Ridurre l’incidenza degli eventi avversi (cadute con danno) in ambito ospedaliero, migliorando la sicurezza del paziente.
Allineare la pratica clinica alle linee guida nazionali e internazionali sulla prevenzione delle cadute e alla normativa sui sistemi di contenzione.
Favorire una cultura del risk management e della responsabilità professionale, contribuendo al miglioramento degli indicatori di qualità aziendali e regionali.
Supportare l’implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (pdta) per pazienti fragili e cronici a rischio caduta.