- Professionali
- In un momento in cui le relazioni sono “utilizzate” piuttosto che “costruite” è importante capire la necessità di una rivoluzione intersoggettiva in cui non il singolo ma la relazione venga messa al centro, come luogo di realizzazione umana e di benessere psicoemotivo. Chi si occupa della cura ha la responsabilità di comprendere quali possano e debbano essere le modalità adeguate di prendere in carico un paziente, in particolare il paziente pediatrico, non solo dal punto di vista tecnico-scientifico, ma anche umano, in un’ottica globale e integrata che ricordi al paziente e al medico che quell’asimmetria insita nei ruoli definiti di colui che cura e colui che è curato si debba annullare nell’incontro umano, per accompagnare le persone attraverso il percorso di cura con maggiore fiducia, autenticità, sensibilità e capacità di unire il sapere con l’essere