- Di processo
- Quando le cadute non sono segnalate e le misure preventive non sono istituite, i pazienti sono a rischio di nuove cadute e come conseguenza di eventuali fratture che ovviamente implicano un aggravio significativo sul ssn. Si prevede che l’onere relativo alle spese per cadute accidentali e relative problematiche associate è destinato ad incrementare visto l’inverno demografico in cui versa la popolazione italiana e l’aumento della vita media a livello mondiale che porterà entro il 2050 il numero delle persone sopra i 65 anni a superare anche il numero degli adolescenti e dei giovani di età compresa tra 15 e 24 anni.
- Professionali
- Nei soggetti anziani le cadute accidentali sono la principale causa di morte correlata a trauma e rappresentano la settima causa di morte. Le cadute negli anziani rappresentano un problema sanitario significativo in italia, con un impatto economico sulla spesa sanitaria per la gestione degli esiti maggiore di 400 milioni di euro all’anno (dati qs 2015). Questa spesa comprende i costi diretti, come ricoveri ospedalieri, la riabilitazione, in alcuni casi l’assistenza domiciliare e i costi indiretti, come la perdita di ore lavorative per i familiari che assistono gli anziani, il deterioramento della qualità di vita (qol). Tuttavia, i clinici spesso non sono consapevoli delle cadute dei pazienti che non presentano lesioni perché la storia clinica e l’esame obiettivo di routine di solito non include una valutazione del rischio di caduta.
- Di sistema
- La prevenzione quindi rappresenta un elemento fondamentale per ridurre il rischio di invalidità o di co-morbidità nella popolazione anziana così come evidenziare al meglio i fattori che concorrono alle cadute per ridurre anche i costi relativi al trattamento delle cadute a carico del ssn che diventerebbero insostenibili. Su questi aspetti vertono le tematiche del workshop odierno con uno sguardo anche al miglioramento delle cure che si è avuto negli ultimi anni.