- Di processo
- Cogliere il divenire di una malocclusione, a partire dalla dentatura decidua dà un’occasione imperdibile e ghiotta per trattare la stessa in modo tempestivo, semplice, a poco costo e spesso con un piccolo paziente estremamente collaborativo.
Tra queste forme, sono da annoverare i casi di morso crociato anteriore, specchio delle disgnazie di iiia classe scheletrica, come pure i casi di morso aperto da abitudine orale facilmente correggibili con interventi motivazionali o trattamenti meccanicistici supportati o meno da mioterapia; e l’affollamento, la più comune delle malocclusioni, che può già manifestarsi in dentatura decidua se in forma grave, e potrà trovare una risoluzione, pressoché definitiva, ricorrendo alle estrazioni seriate.
- Professionali
- Nell’effervescenza dell’offerta formativa ortodontica sempre più spesso vengono proposti corsi per casi complessi avvalendosi di tecniche costose ed impegnative.
Ma il professionista abituato a trattare bambini nella prima decade di vita sa, per esperienza, che la diagnosi delle malocclusioni è molto semplice, come semplice ne è il trattamento.
Nonostante la risoluzione ottimale e definitiva di una malocclusione avvenga una volta completate permuta e crescita, esistono malocclusioni che è utile, se non necessario vengano trattate anticipatamente.
Già barry leighton negli anni 70 aveva individuato in dentatura decidua le cosiddette “severe forms” intendendo con questo temine quelle malocclusioni che, comparse precocemente, tendono a peggiorare nel tempo.
- Di sistema
- Se il trattamento delle iie classi dentoscheletriche è utile venga posticipato all’inizio dell’adolescenza, le forme dentali possono trovare una semplice risoluzione con la teo, apparecchio che nonostante goda di una cattiva fama, viene indossato facilmente dai bambini.