- Di processo
- La pad pone la persona
a rischio molto elevato di eventi cardiovascolari avversi e quindi è necessario garantire una gestione
medica ottimale del compenso glicemico e dei fattori di rischio cardiovascolare, oggi possibile anche da
una efficace gestione del diabete favorita dalla disponibilità di tecnologia più avanzata per il
monitoraggio del glucosio (sia capillare che cgm) e per la terapia insulinica (dalle smart-pen al pancreas
artificiale ahcl), e dalle terapie farmacologiche a partire da quelle consolidate come la metformina e i dppiv inibitori fino a quelle più innovative con provato beneficio cardiovascolare e renale come i farmaci sglt2 inibitori, i glp1 agonisti, i doppi agonisti glp1/gip.
- Professionali
- Tra gli esiti finali più temibili del diabete vi sono sicuramente le amputazioni agli arti inferiori. Lo sviluppo di
ulcere del piede precede fino all'85% delle amputazioni non traumatiche, con un'incidenza annuale di
ulcerazione di circa il 2% e un'incidenza a vita fino al 34%. Le complicanze agli arti inferiori, tra cui la
neuropatia periferica e la malattia arteriosa periferica (pad), tipicamente precedono lo sviluppo delle
ulcere. Queste complicanze rappresentano nell’insieme, una delle principali cause di disabilità,
ospedalizzazione e amputazione, con un'alta mortalità successiva all'amputazione. La diagnosi precoce
dell'arteriopatia periferica (pad) nelle persone con diabete è essenziale.
- Di sistema
- In occasione delle giornate di formazione per team diabetologici
proposte nel 2024 da amd sardegna, è emersoun bisogno di formazione specifica di tutto il personale sanitario,
orientata proprio ad incrementare l’offerta e la qualità dell’assistenza. L’evento si arricchirà del contributo
delle discipline che oltre alla diabetologia sono essenziali per la gestione efficace della sindrome del piede
diabetico e del salvataggio d’arto, con il proposito di promuovere una condivisione, orientata a favorire e
migliorare i percorsi di assistenza in sardegna, con uno sguardo a sporadici esempi virtuosi locali ma anche di
altre realtà regionali a cui troppo spesso i pazienti sardi devono rivolgersi.