- Di processo
- Ad oggi, importante considerarli tra varie ipotesi terapeutiche a disposizione, con caratteristiche che semplificano alcune fasi terapeutiche, facilitano procedure e, soprattutto, portano in modo primario l’attenzione all’ambito funzionale. Anche per questo motivo il contesto nel quale considerarli deve essere prevalentemente preventivo e funzionale. Tale considerazione stimola l’attenta valutazione delle cause determinanti la malocclusione. Laddove evidenziate, le cause permettono di intervenire per eleminarle nella logica della terapia intercettiva. Al riguardo non è da considerarsi diagnosi precoce, non avviene prima di quando dovrebbe essere fatta! E’ in realtà “temporalmente corretta”, perché ricerca con attenzione le cause al momento opportuno e non prima
- Professionali
- Emerge nel mondo orto-pedodontico l’utilizzo di dispostivi orali preformati per la correzione di anomalie orali funzionali e di difetti nella crescita dei mascellari che simulano l’azione di dispositivi funzionali ed ortopedici dei mascellari come propulsori o espansori funzionali, arricchiti inoltre da caratteristiche che stimolano positivamente la funzione e, laddove possibile, la correggono.
Non si deve essere prevenuti nei loro confronti, banalizzandoli a semplici “preformati”.
- Di sistema
- La motivazione è il primo fattore di successo, inducendo il clinico a molta attenzione a questo fondamentale aspetto di relazione. Certamente importante la selezione del paziente.
Un caso nel quale li ritengo ottimi? In pazienti con 5-8 anni, caratterizzati da contrazione dei mascellari e leggera seconda classe scheletrica. Dopo sei mesi di applicazione ed attivazione dell’espansore rapido del mascellare li ritengo un’ottima opzione terapeutica.
In conclusione importante utilizzarli per apprezzarne le peculiarità e i vantaggi nella pratica clinica: in particolare la focalizzazione sulle cause delle malocclusioni e sulle funzioni orali.