- Di processo
- Circa il 10 per cento dei pazienti con carcinoma del colon-retto presenta mutazioni nel gene braf, che codifica per una proteina coinvolta nei meccanismi di sopravvivenza della cellula tumorale e si associa a una prognosi più sfavorevole del tumore braf è un importante enzima che controlla la proliferazione cellulare. Per molto tempo si è dibattuto sul valore prognostico di questa mutazione e soprattutto se la sua presenza potesse individuare un gruppo di pazienti ad andamento clinico peggiore e con minor sopravvivenza.
- Professionali
- Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo aumento delle diagnosi dei tumori del colon retto e proporzionalmente ad una riduzione dei tassi di mortalità; questi due aspetti sono da attribuire rispettivamente al potenziamento dei programmi di screening con conseguente diagnosi precoce e ad un miglioramento delle strategie terapeutiche sempre più personalizzate.
- Di sistema
- Attualmente inibitori di braf di nuova generazione sono stati oggetto di studio portando all’approvazione di terapie mirate con una riduzione del 49% del rischio di progressione di malattia. In particolar modo l’accento sarà posto sulle esperienze internazionali di fase iii al fine di condividere con gli oncologi i risultati e l’azione più potente e duratura rispetto ad altri farmaci della stessa classe.