- Di processo
- La connessione tra malattia cardiovascolare e malattia renalecronicaè ormai indiscutibile: la ckd non solo aumenta il rischio dieventicardiovascolari, ma ne amplifica la gravità e la frequenza.questoeffetto moltiplicatore è particolarmente rilevante nei pazienticonscompenso cardiaco E/O diabete, nei quali la compromissione la connessione tra malattia cardiovascolare e malattia renalecronicaè ormai indiscutibile: la ckd non solo aumenta il rischio dieventicardiovascolari, ma ne amplifica la gravità e la frequenza.questoeffetto moltiplicatore è particolarmente rilevante nei pazienticonscompenso cardiaco E/O diabete, nei quali la compromissione
- Professionali
- La crescente evidenza scientifica e le linee guidainternazionalisottolineano come la malattia renale cronica (ckd)rappresenti unpotente moltiplicatore del rischio cardiovascolare (cv).inquest’ottica, la nuova strategia formativa pone alcentrodell’attenzione il paziente con patologia cardiovascolareassociata acompromissione renale, riconoscendo la necessità di unapprocciointegrato che coinvolga la valutazione e la gestionesimultanea discompenso cardiaco, diabete e funzione renale. Questoprogramma sirivolge ai cardiologi, con l’obiettivo di fornire strumentipratici eaggiornati per riconoscere e trattare il rischio cardio-renale,utilizzando i più affidabili predittori: gfr (velocità difiltrazioneglomerulare) e uacr (rapporto albumina/creatininaurinario).
- Di sistema
- Dellafunzione renale peggiora la prognosi e complica la gestioneclinica. La valutazione della funzione renale tramite gfr e uacrpermette diidentificare precocemente i pazienti a rischio e distratificare ilrischio cardiovascolare in modo più accurato.l’integrazione dei nuovifarmaci, come gli sglt2-inibitori, ha dimostratobenefici sia sulversante cardiovascolare che renale, rafforzando lanecessità di unavisione unitaria del paziente cv+ckd.