- Di processo
- , il clinico deve avere la consapevolezza che l’obiettivo terapeutico non è quello di realizzare l’assenza di dolore, ma abbassare il dolore ad un livello di vivibilità accettabile, senza che questo interferisca con le attività quotidiane, o con l’umore, aumentando il livello di disabilità. Il dolore refrattario rappresenta una sfida per il clinico, quello oncologico un’ardua battaglia, da combattere col tumore e con le convinzioni del pazien
- Professionali
- La gestione del dolore cronico, di origine oncologica e non, non poche risultano essere le aree di criticità con cui lo specialista deve confrontarsi: criteri di scelta farmacologici e non, opzioni in caso di insuccesso, la gestione degli effetti collaterali, le consequenze di un dolore trattato male, la associabilità di date terapie e quindi il problema delle interazioni farmacologiche
- Di sistema
- . Lo scopo dell’evento è quello di confrontarsi sulle tematiche descritte, soprattutto in termini di appropriatezza prescrittiva, laddove le terapie tradizionali non riescano a garantire il pain relief atteso, oppure in caso di dolore refrattario.