- Di sistema
- Studi clinici hanno dimostrato significativi benefici in termini di sopravvivenza libera da progressione (pfs), portando all’approvazione dei parpi come mantenimento sia in prima linea che dopo recidiva. Il presente si fonda su un utilizzo personalizzato basato su biomarcatori, mentre il futuro guarda a nuove combinazioni con immunoterapici, antiangiogenici e altri agenti target. Inoltre, sono in corso studi volti a estendere l’indicazione anche alle pazienti hrd-negative e a valutare il ruolo del trattamento continuo o intermittente. La sfida resta ottimizzare durata, timing e selezione delle pazienti, bilanciando efficacia e tossicità.