- Di processo
- L’insufficienza cardiaca si sviluppa in seguito ad un infarto del miocardio, a un’eccessiva sollecitazione dovuta all’ipertensione arteriosa non trattata o a una disfunzione valvolare, e vede tra i fattori di rischio il diabete, la sindrome metabolica, l’obesità, ed il sesso femminile motivo per cui ampia parte del programma scientifico sarà incentrata sulle comorbilità e sulla diagnosi integrata di scompenso cardiaco, che non sempre facilmente diagnosticabile, specie negli stadi precoci asintomatici è basata sulla valutazione clinica, con l’anamnesi e l’esame fisico, e le indagini di laboratorio e strumentali.
- Professionali
- La frequenza dello scompenso cardiaco, in italia è di circa il 2%, ma aumenta con l’aumentare dell’età, diventando progressivamente più frequente nel sesso femminile e arrivando al 15% in entrambi i sessi nelle persone dagli 85 anni in su. A causa del progressivo invecchiamento della popolazione generale, lo scompenso cardiaco ha assunto una dimensione epidemiologica sempre più rilevante rappresentando al momento la patologia cardiovascolare a maggior incidenza con costi per i soli ricoveri ospedalieri in fase di acuzie che ammontano al 2.0% del valore complessivo dei ricoveri e allo 0.5% della spesa sanitaria totale
- Di sistema
- L’obiettivo finale dell’approccio integrato e multidisciplinare è quello di ridurre i sintomi per migliorare la qualità della vita, rallentare la progressione della malattia, ridurre le ospedalizzazioni e aumentare la sopravvivenza.
Il gruppo di lavoro, partendo da un’analisi sia dei dati dello studio registrativo victoria che di quelli di vita reale, lo studio verita, integrata dalle esperienze real life, valuterà le aree di miglioramento per gestire e trattare al meglio il paziente con insufficienza cardiaca.