- Di processo
- È stimato che circa il 2% dei pazienti con cscc (carcinoma squamocellulare cutaneo) vanno incontro a decesso per progressione di malattia. Il cscc (carcinoma squamocellulare cutaneo) presenta una elevata eterogeneità di malattia; in questo ambito, una più appropriata classificazione di “alto rischio” potrebbe essere utilizzata per individuare il gruppo di pazienti con il maggior rischio di ricaduta loco-regionale o a distanza. Quando si verificano queste ultime condizioni, viene a delinearsi l’impossibilità di ottenere la radicalità chirurgica, venendo quindi a mancare le opportunità di controllo della malattia con il trattamento chirurgico.
- Professionali
- Il carcinoma squamocellulare cutaneo (cscc) rappresenta il 20-25% dei tumori cutanei. La prognosi dei pazienti con cscc (carcinoma squamocellulare cutaneo) è generalmente buona, con una percentuale di guarigione a cinque anni superiore al 90%. La progressione di malattia più frequente, ma non superiore al 10%, è rappresentata dalla recidiva locali; il rischio di metastasi è basso, inferiore al 5% dopo 5 anni di follow-up, aumentando all’aumentare del numero di cscc (carcinoma squamocellulare cutaneo) insorti nello stesso paziente. La sede metastatica più frequente è quella linfonodale.
- Di sistema
- In alcuni casi, diventa limitata anche l’efficacia applicativa delle strategie terapeutiche alternative alla chirurgia (inclusa la radioterapia). Oggi una valida opzione al trattamento sistemico della cscc (carcinoma squamocellulare cutaneo) non più controllata localmente è rappresentata dalla immunoterapia. I percorsi che verranno affrontati saranno corredati da cospicua letteratura a riguardo e dalle linee guida attualmente in vigore in italia e prevedono un’elevata interattività con la platea.