- Di processo
- Le interazioni cuore-cervello sono rappresentate dall’associazione di ischemia cerebrale e coronaropatia, dall’ischemia cerebrale di origine cardioembolica e dalle conseguenze cardiovascolari del danno cerebrale. Essendo l’aterosclerosi una malattia infiammatoria sistemica, nei pazienti con attacco ischemico transitorio, ictus o arteriopatia carotidea asintomatica spesso si associano ad un pregresso infarto miocardico, una storia di angina pectoris o una coronaropatia misconosciuta ed è stata dimostrata una correlazione lineare tra la severità dell’arteriopatia carotidea e la gravità della coronaropatia sottostante.
Inoltre, la prognosi a lungo termine dei pazienti con ictus è fortemente influenzata dagli eventi coronarici. Allo stesso tempo nei pazienti con malattia coronarica conclamata la prevalenza di concomitante patologia cerebrovascolare risulta significativa.
- Professionali
- Nella popolazione generale le malattie cardiovascolari e le loro complicanze costituiscono la principale causa di mortalità e morbidità. Nella valutazione del singolo paziente spesso queste condizioni coesistono; talora semplicemente si sviluppano entrambi in quanto condividono i medesimi fattori di rischio (come nel caso delle conseguenze dell’aterosclerosi), altre volte vi è una correlazione causale (come nel caso dell’ictus criptogenetico).
- Di sistema
- Altre patologie cardiovascolari, quali la trombosi atriale sinistra e auricolare sinistra in corso di fibrillazione atriale, i trombi nel ventricolo sinistro nel contesto della cardiopatia ischemica acuta e cronica e delle cardiomiopatie dilatative, le vegetazioni endocarditiche, le trombosi delle protesi valvolari cardiache, i tumori cardiaci, le calcificazioni della valvola mitrale e della valvola aortica, le placche aterosclerotiche aortiche e la pervietà del forame ovale, sono invece responsabili di eventi cardioembolici.
In considerazione dì questi presupposti fisiopatologici lo scopo dell’evento è approfondire la conoscenza dei vari aspetti di queste malattie per ottimizzarne la gestione multidisciplinare con il fine di utilizzare al meglio tutte le risorse diagnostiche e le possibilità terapeutiche.