- Di processo
- Immaginare un congresso medico sulle cefalee alla fine del 2026 è guardare al futuro, non tralasciando il passato. Errori e speranze, dubbi e bisogni, verità e attese, crediti e discrediti non possono più essere dimenticati. È ora di scrivere una pagina di autentica modernità, capovolgendo la piramide che vede il medico alla sommità e il paziente con i suoi familiari, le istituzioni e le aziende a sostenerne il peso. È ora di dar voce (e ascolto) a chi ne ha diritto e può e deve dare un contributo decisivo alla gestione duratura e corale di un patologia che da troppo tempo vive di parole, divisioni e autoreferenzialità. E per quest'ora non c'è luogo migliore di napoli, unico posto al mondo dove tutto e il contrario di tutto - come nel magico incontro tra il marchese e lo spazzino della splendida poesia di totò 'a livella - può davvero accadere.
- Professionali
- Immaginare un congresso medico sulle cefalee alla fine del 2026 è guardare al futuro, non tralasciando il passato. Errori e speranze, dubbi e bisogni, verità e attese, crediti e discrediti non possono più essere dimenticati. È ora di scrivere una pagina di autentica modernità, capovolgendo la piramide che vede il medico alla sommità e il paziente con i suoi familiari, le istituzioni e le aziende a sostenerne il peso. È ora di dar voce (e ascolto) a chi ne ha diritto e può e deve dare un contributo decisivo alla gestione duratura e corale di un patologia che da troppo tempo vive di parole, divisioni e autoreferenzialità. E per quest'ora non c'è luogo migliore di napoli, unico posto al mondo dove tutto e il contrario di tutto - come nel magico incontro tra il marchese e lo spazzino della splendida poesia di totò 'a livella - può davvero accadere.
- Di sistema
- Immaginare un congresso medico sulle cefalee alla fine del 2026 è guardare al futuro, non tralasciando il passato. Errori e speranze, dubbi e bisogni, verità e attese, crediti e discrediti non possono più essere dimenticati. È ora di scrivere una pagina di autentica modernità, capovolgendo la piramide che vede il medico alla sommità e il paziente con i suoi familiari, le istituzioni e le aziende a sostenerne il peso. È ora di dar voce (e ascolto) a chi ne ha diritto e può e deve dare un contributo decisivo alla gestione duratura e corale di un patologia che da troppo tempo vive di parole, divisioni e autoreferenzialità. E per quest'ora non c'è luogo migliore di napoli, unico posto al mondo dove tutto e il contrario di tutto - come nel magico incontro tra il marchese e lo spazzino della splendida poesia di totò 'a livella - può davvero accadere.