- Professionali
- Dopo molti anni di immobilismo terapeutico, si riscontra la sensazione di poter offrire con nuovi mezzi, oltre la dieta ipoproteica sempre più sartorializzata per il paziente nefropatico o il doppio blocco del ras, quali le sglt2 e glp1, gli antialdosteronici di nuova generazione ed un nuovo approccio all’anemia, un significativo rallentamento della malattia renale cronica se non un definitivo allontanamento dai trattamenti sostitutivi.
- Di sistema
- Sempre di grande attualità e negli obiettivi del piano sanitario nazionale è senz’altro il controllo delle infezioni: utile e stimolante un confronto tra infettivologi e nefrologi per affrontare al meglio il coinvolgimento del rene nelle sepsi.