- Professionali
- Sono passati 30 anni dalla scoperta dei geni brca1 e 2 le cui varianti patogenetiche comportano una suscettibilità ereditaria allo sviluppo di tumori non solo mammario e tubo-ovarico (rischio alto), ma anche di prostata, pancreas e mammella maschile. In soli 3 decenni abbiamo assistito a una vera rivoluzione nella gestione del rischio oncologico su base genetica: crescente identificazione dei carrier, diffusione e personalizzazione delle strategie di prevenzione, opportunità di utilizzare la mutazione a scopo prognostico e predittivo, approccio chirurgico personalizzato e utilizzo di nuovi farmaci che aumentano le aspettative di vita e le chances di guarigione. Scopo di questo convegno è quello di fare il punto sui più recenti cambiamenti nella gestione del rischio e della patologia brca-associata, nonché alzare lo sguardo sulle prospettive future.