- Di processo
- Red flags cardiologiche, neurologiche e sistemiche devono quindi essere riconosciute precocemente e integrate in un percorso condiviso, capace di collegare territorio, centri spoke e centri hub. La fad nasce con l’obiettivo di rafforzare la capacità dei clinici di riconoscere i segnali precoci di attr-cm, orientare correttamente il work-up diagnostico, migliorare il referral e favorire una presa in carico multidisciplinare. In questo scenario si inserisce l’esperienza in corso di sviluppo a lecce, coordinata dalla responsabile scientifica, finalizzata a mappare il percorso del paziente con sospetta o confermata attr-cm, identificare gli snodi decisionali più rilevanti, chiarire il ruolo dei diversi specialisti coinvolti e rendere più omogenea la gestione clinico-organizzativa.
- Professionali
- L’amiloidosi cardiaca da transtiretina rappresenta oggi una patologia di crescente rilevanza clinica, in particolare nel paziente adulto-anziano con scompenso cardiaco, ipertrofia ventricolare sinistra, sintomi neurologici o manifestazioni sistemiche apparentemente non correlate. Nonostante i progressi diagnostici e terapeutici degli ultimi anni, l’attr-cm rimane ancora frequentemente sottodiagnosticata o riconosciuta tardivamente, con conseguente ritardo nell’invio ai centri esperti e nella presa in carico appropriata. Uno degli aspetti più critici è la frammentazione del percorso diagnostico: il paziente può incontrare diversi specialisti — cardiologo, neurologo, internista, geriatra, radiologo, genetista, medico nucleare, medico di medicina generale — prima che il sospetto clinico venga correttamente orientato.
- Di sistema
- L’utilizzo del digital patient journey nell’ambito dell’amiloidosi cardiaca rappresenta un’esperienza innovativa da dimostrare nella pratica clinica. Se confermata nella sua applicabilità e trasferibilità, potrebbe rappresentare un modello di interesse per la rete riac, come possibile base di confronto per la costruzione di un percorso adattabile ai diversi contesti territoriali e utile a favorire una maggiore integrazione tra centri esperti, specialisti del territorio e figure coinvolte nella diagnosi e nel follow-up. Il programma prevede una struttura interattiva, articolata in blocchi tematici brevi, ciascuno composto da interventi di inquadramento e discussione guidata. La parte conclusiva sarà dedicata a una tavola rotonda progettuale, aperta dalla presentazione dell’esperienza in corso a lecce e finalizzata alla condivisione del modello con gli altri centri riac.