- Professionali
- I “personaggi cattivi” delle narrazioni dei bambini in seduta sembrano avere “una coscienza completamente immorale”, “una forza violenta, avida e invidiosa, spietata”, “senza rispetto per la verità, le persone o le cose”, qualità che bion attribuisce a ciò che chiama “in cerca di esistenza”. A questi sviluppi, vitali ma terrorizzanti, l’analista rischia di contrapporre un’istanza moralizzante, bonificante o frettolosamente depressiva, bloccando la trasformazione di frammenti di un pensiero in cerca di un contenitore. Attraverso la tecnica del gioco narrativo e della narrazione della storia (ferro, vallino), invece, l’analista accetta di “dipendere” dalle evoluzioni narrative, creando lo spazio per quella “mancanza di esistenza che esige un’esistenza” (bion). Attraverso il materiale dell’analisi di una bambina verrà esplorato come la crudeltà dei personaggi possa rappresentare personificazioni di “identificazioni anticipatorie” (alvarez) di aspetti in cerca di esistenza.