- Di processo
- La ratio scientifica parte dall’assunto che metabolismo, neuroendocrinologia e psicopatologia non siano piani paralleli. Asse dello stress, neuroinfiammazione, circuiti del reward, segnali dell’appetito e della sazietà, insieme a stigma, disregolazione emotiva e contesti di vita “obesogeni” e “addiction-friendly”, costruiscono un campo clinico unitario: il sintomo corporeo e quello psichico diventano indicatori interdipendenti, utili per diagnosi, prognosi e scelte terapeutiche.
- Professionali
- Il convegno “fragilità neuro endocrina: dalla dimensione metabolico/nutrizionale all’asset psicopatologico” si fonda su una cornice oggi sempre più necessaria: molte condizioni che in clinica tendiamo a trattare separatamente – obesità e dismetabolismo, fragilità e sarcopenia, disturbi dell’alimentazione, dipendenze, depressione e declino cognitivo – condividono in realtà determinanti biologici e psicosociali intrecciati, e producono esiti diversi lungo un continuum comune.
- Di sistema
- La struttura del programma accompagna il partecipante in modo coerente: dalla cornice di neuroscienze e dipendenze, ai criteri dell’obesità e alle sue intersezioni con i disturbi alimentari, fino alla lettura cardio-nefro-metabolica e alle implicazioni gastroenterologiche nell’epoca dei nuovi farmaci per il peso. Questo passaggio è particolarmente rilevante perché mette a fuoco il bisogno “real world” di governare efficacia, tollerabilità, aderenza e ricadute psicologiche dei trattamenti, evitando sia semplificazioni riduzionistiche sia entusiasmi non critici.