- Di processo
- Il riscontro obiettivo di una sanità in sofferenza è ancor più pronunciato in una terra martoriata e di difficile gestione come la calabria, che non riesce a garantire i servizi essenziali alla popolazione del luogo, costretta sempre più spesso all’emigrazione sanitaria, alle lunghe attese per esami considerati di routine o che richiedano effettuazione urgente, o peggio ancora alla rinuncia delle cure.
- Professionali
- Le malattie cardiovascolari costituiscono ancora oggi la prima causa di mortalità e morbilità nei paesi industrializzati. L’invecchiamento della popolazione e i progressi della medicina interventistica consentito l’allungamento delle aspettative di vita e di sopravvivenza, a fronte però di un maggior carico di morbilità e cronicità che la sanità di oggi spesso non riesce a gestire.
- Di sistema
- Tutto ciò si ripercuote negativamente soprattutto sui pazienti più fragili e anziani, con conseguente incremento delle ospedalizzazioni inappropriate e in maniera concomitante dei costi sanitari e della spesa sociale.
Alla luce di queste considerazioni, vi è l’obbligo di riconsiderare la cardiologia tutta (ospedaliera ed extraospedaliera) quale branca clinica incentrata alla prevenzione cardiovascolare (primaria e secondaria) e di intensificare i percorsi di diagnosi e cura finalizzati alla riduzione dell’ospedalizzazione e delle complicanze.