- Di processo
- Nella gran parte degli altri casi si è imposta sempre di più l’immunoterapia da sola, nei tumori con una forte espressione del recettore pd-l1 (>50%), o in associazione alla chemioterapia, per valori di pd-l1 < 50% o negativi. L’introduzione nella pratica clinica di questi nuovi trattamenti ha notevolmente migliorato la sopravvivenza dei pazienti e si comincia a registrare anche per la malattia metastatica un quota significativa di pazienti sopravviventi a 5 anni.
- Professionali
- Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una profonda evoluzione del trattamento di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato in terapie sempre più personalizzate. Nel 20-25% dei casi è oggi possibile effettuare una terapia biologica a bersaglio molecolare in 1-linea per tumori che presentano alterazioni genetiche (egfr, braf, alk, ros-1, ret, ntrk).
- Di sistema
- Il prossimo futuro è basato sulla ricerca continua di nuovi fattori predittivi di efficacia dei trattamenti per una immunoterapia sempre più di precisione e dallo sviluppo di nuove associazioni immunoterapiche. L’obiettivo è quello di mettere in luce le nuove possibilità immunoterapiche nel paziente con a-nsclc in un dialogo sempre più collaborativo tra la biologia molecolare e l’oncologia.