- Di processo
- Il ruolo del colesterolo nel rischio cardiovascolare, infatti, dipende non solo dai suoi livelli plasmatici totali, ma anche dalla sua distribuzione nelle lipoproteine. Il c-ldl è potenzialmente patogeno, mentre quello trasportato dalle lipoproteine ad alta densità (c-hdl) è indice di un ruolo protettivo delle lipoproteine stesse nei confronti dell’aterosclerosi. La dimensione del problema vede un 23% di donne e un 21% di uomini ipercolesterolemici in italia, mentre le percentuali arrivano fino al 37% per quanto riguarda il riscontro di valori di colesterolemia borderline.
- Professionali
- Nonostante le innovazioni tecnologiche e le sempre più numerose risorse terapeutiche, la malattia cardiovascolare aterosclerotica rappresenta a tutt’oggi la prima causa di morte e disabilità nei paesi ad alto grado di sviluppo socioeconomico. In europa, ogni anno, 4 milioni di persone muoiono a causa di patologie cardiovascolari con un maggiore interessamento (55% dei casi) del sesso femminile, anche se la percentuale di uomini risulta molto maggiore per quanto riguarda l’incidenza in giovane età.
L’aterosclerosi è una malattia infiammatoria cronica a lenta evoluzione la cui eziopatogenesi è multifattoriale e, tra i principali fattori di rischio, la dislipidemia, ed in particolare i livelli di colesterolo trasportato dalle lipoproteine a bassa densità (c-ldl), la fanno da protagonisti
- Di sistema
- Obiettivo dell’incontro è puntualizzare gli interventi possibili nella sindrome cardio-reno-metabolica attenzionando in maniera dettagliata organi bersaglio quali il cuore e il rene, strettamente collegati, nell’ambito più generale del paziente diabetico o non diabetico, ma con sindrome metabolica.