- Di processo
- Le gliflozine agiscono a livello del tubulo prossimale renale inibendo sglt2, riducendo il riassorbimento di glucosio e sodio. Questo induce glicosuria, calo della glicemia indipendente dall’insulina, perdita calorica, natriuresi e riduzione della pressione intraglomerulare. Il meccanismo spiega l’effetto metabolico ma anche gli esiti emodinamici e nefroprotettivi che hanno portato all’estensione delle indicazioni.
- Professionali
- Il diabete mellito di tipo 2 rappresenta una delle principali sfide per i sistemi sanitari, sia per l’elevata prevalenza sia per il peso delle complicanze cardio-renali che ne determinano morbilità, mortalità e costi
- Di sistema
- Le gliflozine rappresentano un cambio di paradigma: da farmaci per la glicemia a farmaci per la riduzione del rischio globale. L’evento mira a tradurre l’evidenza scientifica in pratica clinica reale, valorizzando il ruolo centrale del territorio nella prevenzione delle complicanze.per massimizzare l’impatto è necessaria una gestione integrata: l’mmg avvia e monitora sul territorio, lo specialista diabetologo, cardiologo e nefrologo definiscono i casi complessi e ottimizzano la terapia.