- Di processo
- L'ipertensione arteriosa rimane il principale fattore di rischio cardiovascolare nella popolazione e, nella pratica clinica reale, il controllo pressorio dei pazienti già in trattamento è ancora largamente insufficiente. L'inerzia terapeutica, il ricorso tardivo alle terapie di combinazione e la variabilità nella definizione degli obiettivi pressori contribuiscono a mantenere elevato il rischio anche in pazienti formalmente trattati.
- Professionali
- La gestione del paziente in prevenzione cardiovascolare secondaria non si esaurisce con il controllo del colesterolo ldl. Anche quando i valori di ldl-colesterolo sono ottimali, una quota significativa di pazienti continua a presentare un rischio cardiovascolare residuo: il rischio di eventi che persiste nonostante il trattamento raccomandato. Questo rischio residuo è oggi riconosciuto come un bersaglio terapeutico a sé stante e ha due determinanti modificabili di particolare rilevanza per il cardiologo: l'ipertensione arteriosa non adeguatamente controllata e l'ipertrigliceridemia persistente.
- Di sistema
- Il presente progetto di formazione sul campo — gruppi di miglioramento è finalizzato a:
• analizzare criticamente la pratica clinica reale dei partecipanti nella gestione dell'ipertensione e dell'ipertrigliceridemia del paziente in prevenzione secondaria;
• identificare i gap organizzativi e decisionali che alimentano il rischio cardiovascolare residuo;
• favorire l'adozione di strategie terapeutiche condivise e basate sulle evidenze scientifiche, sia sul versante del controllo pressorio sia su quello del trattamento dei trigliceridi, con attenzione alle relative classi terapeutiche raccomandate dalle linee guida.