- Professionali
- I dati epidemiologici di varie province italiane mostrano con chiarezza che il rischio lavorativo non è distribuito equamente: la percentuale di infortuni mortali è il doppio nei migranti rispetto agli italiani. E questo perché i migranti occupano luoghi lavorativi dove la tutela è ridotta all’osso, dove la formazione è rituale, dove il medico competente aziendale spesso arriva in ritardo o non arriva. Nel 2023, gli stranieri occupati nel mercato del lavoro italiano erano oltre il 10% della forza lavoro complessiva. I migranti maschi sono maggiormente occupati nel settore delle costruzioni, della sanità, dei trasporti e dell’agricoltura. Invece, le donne migranti e le donne italiane si equivalgono per quanto riguarda la distribuzione lavorativa, con alte incidenze nel settore sanità e dei servizi.