- Di processo
- Molte ricerche, svolte negli ultimi anni, hanno infatti dimostrato che il quadro sindromico, il correlato cerebrale, la comorbilità, la fisiologia e il trattamento del dga sono molto simili a quelli dei comportamenti di abuso e dipendenze, sebbene non comporti l’assunzione di sostanze psicoattive.
I diversi modelli interpretativi, neurobiologici, cognitivi, biopsicosociali, sviluppatisi a partire dalla maggiore attenzione al disturbo, hanno contribuito in maniera sinergica alla comprensione del fenomeno sul piano clinico individuale.
- Professionali
- Il gioco d’azzardo quale fenomeno sociale ha ormai assunto dimensioni rilevanti. Quando diventa una dipendenza comportamentale (disturbo da gioco d’azzardo - dga), determina gravi disagi personali e familiari connessi a conseguenze mediche e ricadute sociali. Nel corso del tempo si è evoluta la concettualizzazione clinica del disturbo: con l’uscita del dsm-5, il dga è stato riclassificato, passando da disturbo del controllo degli impulsi non altrimenti specificato ad essere incluso nella sezione dei disturbi da uso di sostanze1
- Di sistema
- A livello sociale, pur rimanendo un disturbo epidemiologicamente sottodiagnosticato, per via del ritardo col quale gli interessati approdano ad una richiesta di aiuto, si è osservato che, grazie anche alla diffusione della conoscenza attraverso campagne preventive, sempre più persone si rivolgono a strutture pubbliche, private o a professionisti